Scenario illustrativo basato su situazioni tipiche delle PMI italiane — Titolare, impresa alimentare familiare, 61 anni.
I miei figli hanno le loro strade. Uno fa il medico, l'altra vive all'estero. E io lo sapevo, in fondo, che nessuno dei due avrebbe preso l'azienda. Solo che "lo sapevo" e basta: non ne parlavo, non ci pensavo, rimandavo. Ogni anno mi dicevo "quest'anno lo affronto", e ogni anno c'era una fiera, un ordine grosso, un macchinario da cambiare. C'è sempre qualcosa di più urgente della cosa più importante.
Con GIANO ho fatto una cosa che non avevo mai avuto il coraggio di fare: ho simulato lo scenario in cui non faccio niente. Proprio così, nero su bianco. Cosa succede all'azienda se io vado avanti a oltranza e poi, un giorno, semplicemente non ci sono più o non ce la faccio più.
Il quadro era brutale. I clienti chiave che nel giro di pochi anni cominciano a cercare fornitori "più solidi", perché l'incertezza si sente, eccome se si sente. I dipendenti migliori che se ne vanno per primi, perché sono i primi ad avere alternative. E il valore che si dimezza — non per colpa del mercato, non per colpa della concorrenza. Per colpa del mio silenzio.
Quella simulazione mi ha fatto più effetto di dieci convegni sul passaggio generazionale. Perché non parlava delle aziende in generale: parlava della mia. Ora il dossier successione è aperto, e l'ho aperto io, con calma, da posizione di forza. Non un giorno un notaio, in emergenza, al posto mio.
