Scenario illustrativo basato su situazioni tipiche delle PMI italiane — Titolare, azienda meccanica, Veneto, 64 anni.
Dieci milioni. Ero convinto valesse dieci milioni, la mia azienda. Me l'aveva detto un amico commercialista a una cena, anni fa, e io quel numero me l'ero cucito addosso. Quarant'anni di lavoro, i capannoni, le macchine, i clienti storici: dieci milioni mi sembrava perfino poco.
Poi ho fatto il percorso di valutazione con GIANO. E il numero che è uscito era più basso. Molto più basso. La prima reazione, ve lo dico onestamente, è stata rabbia. Mi sembrava un insulto a una vita intera.
Ma poi ho letto il perché. E il perché ero io. L'azienda dipendeva da me per tutto: i preventivi li facevo io, i clienti chiamavano me, i fornitori trattavano con me. Sotto di me, nessuno pronto a prendere in mano niente. E tre clienti che da soli facevano il settanta per cento del fatturato. Un acquirente non compra un'azienda: compra la certezza che l'azienda funzioni anche senza di te. La mia, senza di me, non funzionava.
Non ho venduto. Ho fatto un'altra cosa: ho passato due anni a lavorare esattamente su quei punti. Ho fatto crescere un responsabile tecnico e uno commerciale, ho allargato il portafoglio clienti, ho scritto nero su bianco procedure che avevo solo in testa. Oggi l'azienda vale davvero di più. Ma soprattutto: adesso lo so, quanto vale. Non me lo racconto più.
